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| Esiti di polio: nel 1952 gli Stati Uniti registrarono 52.879 casi di poliomielite, di cui 21.269 con paralisi flaccida (Foto: Boston Children's Hospital Archive). |
"Ci siamo resi conto che non dobbiamo solo eradicare il poliovirus selvaggio, ma dobbiamo anche eradicare il virus derivato dal vaccino" ha recentemente dichiarato Bruce Aylward, esperto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Il percorso verso l'eradicazione della poliomielite non appare più così lineare come nelle iniziali previsioni. Che cosa è accaduto? E soprattutto, a che punto siamo?
Il poliovirus selvaggio di tipo 2 è stato eliminato a livello mondiale nel 1999. Gli altri due poliovirus selvaggi, i.e. il tipo 1 ed il tipo 3, nel 2012 hanno determinato globalmente 223 casi (dato del 13 gennaio 2013), contro i 650 del 2011 (1).
I Paesi in cui la polio è endemica sono attualmente tre: Nigeria, Afghanistan e Pakistan. Il 25 febbraio 2012 l'OMS ha rimosso l'India dalla lista dei Paesi endemici per il poliovirus selvaggio. La dichiarazione formale di eradicazione richiede tre anni senza un caso di polio causata dal virus selvaggio, ed è quindi attesa nel 2014.
Sin qui le buone notizie. La cattiva notizia è che, ad un certo punto del percorso di eradicazione, è accaduto qualcosa che sino a quel momento poteva essere considerato una semplice ipotesi.
Isola di Hispaniola, Caraibi, anni 2000-2001: 21 bambini svilupparono una polio paralitica (paralisi flaccida acuta) causata da un virus derivato dal vaccino orale vivo attenuato (OPV, Oral Polio Vaccine); i casi confermati furono 13 nella Repubblica Dominicana e 8 ad Haiti (tra cui 2 casi fatali). Tutti i pazienti, tranne uno, erano bambini non vaccinati o non completamente vaccinati, ed i casi si sono verificati in comunità con tassi molto bassi (dal 7 a 40%) di copertura vaccinale. Il focolaio epidemico fu causato da un virus derivato da un ceppo di OPV di tipo 1 con proprietà biologiche indistinguibili da quelle dei poliovirus selvaggi, probabilmente proveniente da una singola dose di vaccino orale somministrata nel 1998-1999 (2).
Si sapeva da tempo che, eccezionalmente, il virus vaccinale vivo attenuato poteva determinare una paralisi del tutto simile a quella causata dal virus selvaggio. Normalmente il poliovirus vaccinale, somministrato per via orale, si replica nell'intestino e induce una valida risposta immunitaria. Mentre si replica nel tratto intestinale, il virus vaccinale può andare incontro a cambiamenti genetici tali da renderlo neurovirulento come il virus selvaggio. Di conseguenza, il virus vaccinale può determinare una polio paralitica nel soggetto vaccinato e nei suoi contatti suscettibili, poiché viene escreto con le feci. Sino al 2000 si pensava che eventi di questo tipo fossero sporadici e che i poliovirus vaccinali non fossero in grado di determinare focolai epidemici.
Dopo l'epidemia di Hispaniola, altri episodi simili sono stati descritti e si è compreso che, in determinate circostanze, i poliovirus vaccino-derivati possono circolare nella popolazione comportandosi come i poliovirus selvaggi e causando episodi epidemici (2-8).
Quali sono queste circostanze?
Facciamo un passo indietro e vediamo quali sono i virus che possono originare da OPV. La loro classificazione (9) è illustrata nella seguente figura.
| Poliovirus originati da OPV (cliccare sull'immagine per ingrandirla) |
Mentre gli OPV-like sono praticamente identici al ceppo vaccinale d'origine, i VDPV (Vaccine-Derived Polioviruses) rispetto a questo presentano delle divergenze nella loro sequenza genica. Tali divergenze sono indicative di una prolungata replicazione del virus vaccinale. A loro volta i VDPV sono stati suddivisi in tre categorie, in relazione alle condizioni che hanno determinato la loro comparsa:
a) iVDPV (immunodeficient-VDPV): sono stati isolati da pazienti con particolari forme di immunodeficienza (generalmente CVID - Common Variable Immune Deficiency oppure XLA - X-Linked Agammaglobulinemia) i quali hanno sviluppato un'infezione persistente dopo esposizione all'OPV;
b) cVDPV (circulating-VDPV): emergono nelle comunità con insufficiente copertura vaccinale;
c) aVDPV (ambiguous-VDPV): non risultano associati con epidemie di paralisi flaccida acuta né con l'escrezione da parte di pazienti con immunodeficienza.
La maggior parte dei ceppi isolati sono OPV-like. Tra i rimanenti virus di origine vaccinale, il gruppo dei cVDPV è caratterizzato da evidenza di trasmissione da persona a persona e neurovirulenza. Sono stati identificati tre fattori di rischio che favoriscono la circolazione dei cVDPD:
a) insufficiente copertura vaccinale con OPV, che determina delle ampie sacche di soggetti suscettibili all'interno delle quali il virus circola attivamente;
b) condizioni ambientali favorenti la diffusione dei poliovirus (scarsa igiene, sovraffollamento e tutte le situazioni che generalmente favoriscono la diffusione delle malattie attraverso la via di trasmissione oro-fecale);
c) assenza di circolazione del corrispondente tipo di poliovirus selvaggio.
Le aree a maggior rischio di emergenza dei virus del gruppo cVDPV sono quindi caratterizzate da una diminuzione della copertura vaccinale, dall'assenza di poliovirus selvaggi che possano competere con i poliovirus vaccino-derivati e da tutte le condizioni epidemiologiche che storicamente hanno favorito l'ampia diffusione dei poliovirus selvaggi. Più dell'80% delle epidemie di questo tipo è stato causato da cVDPD di tipo 2 (10).
In tali aree del mondo la priorità è raggiungere elevate coperture vaccinali con OPV. Tuttavia questo approccio, se da un lato è in grado di eliminare le epidemie, inevitabilmente introduce nuovi virus vivi nella popolazione; questi virus a loro volta possono nel tempo manifestare modificazioni genetiche che li rendono trasmissibili e virulenti.
Qual è allora la soluzione?
L'OMS ha in programma di abbandonare il vaccino orale trivalente (contenente tutti e tre i tipi di poliovirus) e di implementare una strategia che prevede l'uso di due vaccini: il vaccino orale vivo attenuato bivalente (contenente solo i tipi 1 e 3) ed il vaccino parenterale inattivato (IPV - Inactivated Polio Vaccine), contenente tutti e tre i poliovirus (11).
In questo modo non sarà più somministrato OPV del tipo 2 che, come detto in precedenza, ha causato la maggior parte delle epidemie di paralisi da cVDPD.
L'altro vaccino (IPV) è somministrato per iniezione, induce l'immunità verso tutti e tre i poliovirus e allo stesso tempo non è trasmissibile né può diventare virulento in quanto è preparato utilizzando poliovirus inattivati.
Ci si attende che l'uso combinato di entrambi i vaccini nei Paesi che sino ad ora hanno utilizzato OPV, ci consenta di percorrere l'ultimo tratto del cammino verso l'eradicazione della polio.
Nel frattempo i Paesi sviluppati, che stanno usando il solo IPV da diversi anni, devono prevenire la reintroduzione dei poliovirus selvaggi e dei poliovirus vaccino-derivati nelle loro popolazioni. Essi devono quindi mantenere elevate coperture vaccinali e proteggere con una dose booster i viaggiatori che si recano in aree a rischio.
Bibliografia
1. The Global Polio Eradication Initiative. Polio this week
http://www.polioeradication.org/Dataandmonitoring/Poliothisweek.aspx
[Accesso del 24.01.2013]
2. Kew O, Morris-Glasgow V, Landaverde M et al. Outbreak of Poliomyelitis in
3. Yang C-F, Naguib T, Yang S-J, et al. Circulation of endemic type 2
vaccine-derived poliovirus in
8366–77.
4. Rousset D, Rakoto-Andrianarivelo M, Razafindratsimandresy R. et al. Recombinant vaccine-derived poliovirus in Madagascar. Emerg Infect Dis 2003; 9:885-887.
5. Shimizu H, Thorley B, Paladin FJ, et al. Circulation of type 1 vaccine-derived
poliovirus in the 6. Estìvariz C, Watkins MA, Handoko D, et al. A large vaccine-derived
poliovirus outbreak on Madura Island–Indonesia, 2005. J Infect Dis
2008; 197:347–54.
7. Liang X, Zhang Y, Wu W, et al. An outbreak of poliomyelitis caused by type 1 vaccine–derived poliovirus in
8. Wassilak S, Pate MA, Wannemuehler K et al. Outbreak of Type 2 Vaccine-Derived Poliovirus in Nigeria : Emergence and Widespread Circulation in an Underimmunized Population. The Journal of Infectious Diseases 2011;203:898–909.
9. Sutter RW, Kew OM, Cochi SL, Aylward RB: Poliovirus vaccine-live. In: Plotkin SA, Orenstein WA, Offi PA (Eds.) Vaccines. Sixth Edition 2012 Elsevier Saunders
10. World Health Organization. Ending Polio, one type at a time. Bull World Health Organ 2012;90:482-483.
11. World Health Organization. Meeting of the strategic Advisory Group of Experts on immunization, November 2012 - conclusions and recommendations. Weekly Epidemiological Record 2013;88(1):1-16.
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